
Il volontariato europeo come alternativa all’università e al lavoro.
“Cosa faccio dopo il diploma?”
Se ripenso al diploma di maturità mi vengono in mente due cose: le giornate passate in camera a studiare sul letto e questa domanda. Il grande tormentone.
Il 17 luglio ricordo la sensazione di libertà fuori dal cancello delle magistrali, salire in bicicletta e andare a zonzo senza meta, senza assillo di libri da studiare con la prospettiva di un’estate da vivere senza pensieri…a parte uno…lo spauracchio dell’arrivo di un settembre senza prospettive.
Era il 1996 e il SERVIZIO VOLONTARIO EUROPEO sarebbe nato solo due anni dopo.
Ci sarebbero voluti altri 10 anni prima che ne venissi a conoscenza come esperienza a costo zero per andare all’estero, imparare l’inglese, vivere in autonomia, fare un’attività piena di significato per me, gli altri, l’arte, la cultura o l’ambiente.
Eh sì, hai capito bene, se hai 18 anni (e fino a quando ne avrai 30) puoi passare dai 2 ai 12 mesi della tua vita all’estero.
Dopo il diploma potresti prendere un anno sabbatico.
Diventare volontaria europea significa vivere un’esperienza che ti porterà a conoscerti meglio, a capire cosa fare negli anni a venire che sia significativo per te, che ti corrisponda nelle tue passioni, predisposizioni, valori, ambizioni.
Quindi dopo il diploma, no panic, no scelte avventate per corsi universitari che non ti convincono o stazionamenti in casa in attesa dell’illuminazione.
L’illuminazione non arriverà mentre te ne stai chiusa in camera ma più probabilmente se ti creerai una situazione diversa da quella a cui sei abituata, conoscendo persone fuori dalla tua cerchia, se ti addentrerai in un terreno fuori dal conosciuto…le idee nuove non mancheranno vedrai.
Il volontariato europeo è una possibilità di apprendimento e di crescita di grande valore, che ti sarà utile anche quando cercherai un lavoro e non solo per chiarirti le idee.
Leggi la storia di Elisa se ti interessa come il volontariato europeo puù aiutarti a trovare lavoro.
Per noi italiani suona strano fare questa esperienza dopo il diploma, non continuando immediatamente gli studi!
Si tratta di una modalità italiana, infatti i ragazzi tedeschi dopo il diploma passano tutti un anno dedicandosi al volontariato nazionale o internazionale o viaggiando in giro per il mondo (chi può permetterselo).
Il volontariato europeo invece è per tutti.
Non conta il voto, cosa fai nel tempo libero, di che colore hai i capelli, che tu sappia cosa farai nella vita.
E’ gratuito perchè finanziato dal programma europeo Corpo europeo di solidarietà.
E sei tu che decidi dove andare e cosa fare.
COME FUNZIONA IL VOLONTARIATO EUROPEO
In poche parole trovi un’associazione sociale, culturale o ambientale che ti offre il viaggio di andata e ritorno, un appartamento, da mangiare, una somma per le tue spese personali (intorno ai 150 euro al mese) e in cambio offri il tuo servizio come volontaria. Partecipi gratuitamente ad un corso di lingua e ad una serie di formazioni per capire tutto quello che ti serve per vivere all’estero.
Hai un mentor che ti supporta nelle tue esigenze e quindi non sei mai “sola”, ti puoi sempre riferire a qualcuno…se hai bisogno di un medico, ti si rompe la lavatrice o ti vengono dubbi esistenziali.
Hai un’assicurazione medica europea e alla fine ricevi due certificati riconosciuti dall’UE e che puoi giocarti mentre cerchi lavoro.
Ti racconto questa opportunità attraverso la mia esperienza diretta.
Sono una mentor, nonché una project manager cioè il mio lavoro è chiedere i fondi all’UE per permettere ai giovani, tutti i giovani, di fare questa esperienza. Ho conosciuto tanti ragazzi e ragazze che sono partiti dall’Italia per la Spagna, la Germania, la Danimarca, … e tanti altri che dalla Svezia, dall’Estonia, la Romania, …sono venuti qui a fare volontariato.
Conosco come aiutarti a partire e come farti accogliere nel modo corretto! Eh già perché capita a volte che se non ci si informa bene prima di partire ci possano essere delle sorprese; infatti anche se ci piace la vita da campeggio preferiamo un appartamento rispetto ad una iurta in costruzione…soprattutto in inverno.
Quando si decide di fare un’esperienza all’estero finanziata dalla UE devi conoscere come fare a partecipare, come fare a prepararti e cosa aspettarti, raccogliere queste informazioni non è facile. Lo dico perché questo è quello che mi racconta ogni volontario al suo arrivo qui.
Hai provato anche tu a capirne qualcosa per poi rinunciarci?
Non scoraggiarti, sono qui per semplificarti la vita.
Adesso ti racconto alcune cose per agevolarti nel mare magnum di queste informazioni.
COSE DA SAPERE PRIMA DI METTERSI A CERCARE
Quando parti come volontario entri in contatto con diverse organizzazioni che collaborano per creare un progetto per accoglierti.
C’è una organizzazione che ti accoglie in un Paese estero chiamata organizzazione di accoglienza, c’è un’organizzazione italiana che ti “spedisce” e (spesso ma non sempre) un’altra associazione che chiede i soldi e gestisce tutte le pratiche amministrative, l’organizzazione coordinatrice.
Il tuo compito è cercare un “progetto” che viene proposto da un’organizzazione di accoglienza o coordinatrice.
A volte si confonde il progetto proposto con l’organizzazione. L’organizzazione dove vai può fare tantissime attività, ma a te, nel tuo progetto, ne è richiesta una sola: ad esempio vai in centro ricreativo per ragazzi con disagio che fa tantissime attività…ma a te è richiesto solo di seguire quelle sportive.
COSE OBBLIGATORIE DA FARE
Per diventare volontario è obbligatorio iscriversi in una piattaforma che raccoglie i tuoi dati personali e il tuo cv.
Alla fine dell’iscrizione si genera un codice numerico: conservalo come la patente di guida. Ti sarà richiesto per il tuo contratto, l’assicurazione medica, il certificato finale…cose importanti insomma!
COSE NON OBBLIGATORIE MA VIVAMENTE CONSIGLIABILI
Trovati subito una organizzazione italiana che abbia il ruolo di “spedirti”.
Come si trova? Ci sono due modi. Quello che ti consiglio è telefonare o scrivere all’Ufficio Informagiovani più vicino a casa tua, cerca su google “informagiovani” e il nome del tuo paese o del capoluogo di provincia (se abiti in una piccola città). Chiedi all’operatore che stai cercando una organizzazione di invio, di supporto per partire come volontaria europeo con il programma CORPO EUROPEO DI SOLIDARIETA’.
Se non la trovi così la puoi cercare sul portale delle organizzazioni, dove trovi tutte le organizzazioni di italiane di supporto, ti consiglio vivamente di sceglierne una vicina a dove vivi, anche se non è obbligatorio.
Io ho lavorato con ragazzi da tutta italia che mi hanno contattata perché mi avevano trovata sul portale. Se vuoi conoscere l’organizzazione dove lavoro la trovi qui.
E poi cosa succede? Chiamali, scrivigli e vedi se sono disponibili a diventare la tua organizzazione di invio!
Avere un’organizzazione italiana che ti “spedisce” è obbligatorio, ma non è necessario averla fin dall’inizio, per esempio potresti trovare la tua organizzazione all’estero e poi farti aiutare da lei a trovarne una di italiana. Diciamo però che il fatto di presentarti già con una tua organizzazione ti pone in una posizione di vantaggio!
In ogni caso prenditi per tempo…due giorni prima della partenza non è un tempo sufficiente per poterti aiutare!
COSE DA EVITARE
Scrivere nella lettera di motivazione che vuoi andare all’estero per: imparare la lingua, mangiare bene, divertirti!
Tutte cose lecite e desiderabili ma…lavora di fantasia e racconta qualcosa di te che metta in luce perchè sceglierti sarà un vantaggio reciproco!
Se sei a corto di idee su come preparare una lettera di motivazione CONTATTAMI così potrai ricevere qualche dritta personalizzata.
Scrivimi a questo indirizzo: laura@nuovaeuropea.it
Ti aspetto!
E per non perderti tutte le opportunità per partire con i finanziamenti europei iscritivi alla mia NEWSLETTER cliccando QUI.